Mostra fotografica “Montagne” – di Paola Rizzi all’ Urban Center di Monza

23 ottobre 2013

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“MONTAGNE”

Fotografie di Paola Rizzi

Inaugurazione sabato 16 novembre, ore 18
Spazio Espositivo Urban Center, via Turati 8, Monza
Orari mostra, dal 17 novembre al 1 dicembre
Tutti i giorni dalle 10, 00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 18,30

 

Mostra fotografica nell’ambito della 9° edizione di MONZA MONTAGNA
Per il programma completo: http://www.caimonza.it/

 

 

Bivacco Regondi, Valpelline

5 agosto 2013

Una delle escursioni a mio avviso più belle della Valpelline: la salita al Bivacco Regondi, a 2590 metri d’altitudine.

Lascio di buon mattino il piccolo abitato di Glassier, poco sopra Ollomont, per addentrarmi in questa valle, superando dapprima il bosco e i ruderi dell’alpeggio di Places, per poi costeggiare il fiume e risalire nell’ampio pianoro acquitrinoso Plan de Breuil: verrebbe voglia di percorrerlo in tutta la sua lunghezza in sella ad un cavallo bianco! Ma si riparte per un panorama ancora più appagante. Il lago dell’Incliousa compare in tutto il suo splendore luccicante al sole, il blu delle acque incorniciato tra nuvoloni lontani e gli eriofori, piumetti bianchi morbidi come cotone.

Anche il lago de la Leità, poco sopra, è un tuffo di gioia per gli occhi. E’ fine luglio e c’è ancora molta neve, dei favolosi blocchi di ghiaccio vi galleggiano, sembra lo scorcio di un paese nordico, immerso nel silenzio della natura.

A poca distanza ecco ormai il Bivacco,  un bel calduccio accogliente al suo interno, tutto in legno, riscaldatosi durante la giornata,
ottimo per gustarsi la vista sul Mont Gelé e sulla catena del Morion fino al tramonto.

Non sono solo i colori, il panorama, le profumate macchie di genepy a riempire il cuore!

..cucinarsi una buona zuppa calda a lume di candela e osservare la volta stellata avvolti nelle coperte lassù rende lo spettacolo ancora più unico!

 

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Vista dall’alpeggio di Places

 

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Panorama dal Lago dell’Incliousa

 

Gli eriofori sopra il lago dell’ Incliousa

 

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Lac de la Leità

 

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Bivaco Regondi e Mont Gelé

 

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Mont Gelé

 

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Bivacco Regondi a lume di candela

Lom-bardic international al Upcycle – Milano Bike Café

29 maggio 2013

Lom-bardic international Singers

venerdi 24 maggio 2013

Upcycle – Milano Bike Café

Canzo, Terz’Alpe

9 maggio 2013

Canzo, Terz’Alpe,

la passeggiata nel bosco con le sue creature di legno, i sentieri di nuovo vivi di gemme, di fiori, del suono delle acque che scorrono..
tornare e ritornare, con ritmi diversi e la stessa voglia di sentirsi parte delle stagioni.
Scoprire le storie che i luoghi hanno da raccontare, le persone che ci vivono, che ti accolgono, che piano piano prendono confidenza e davanti a un tagliere imbandito di cose buone condividono con te tratti del loro quotidiano.
Gustarsi la via del ritorno con il silenzio della notte, le sue stelle, il pensiero felice delle sorprese che ogni occasione può riservarci.
Perdere un treno e affidarsi alle proprie gambe per una notte lunga anni luce e ai sorrisi di chi ti cammina accanto.
Una sola foto ma dodici ore di bellezza a cui ripenserò ogni volta guardandola.

 

Canzo, Terz' Alpe

Al Rifugio Grassi

16 aprile 2013
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Due giorni incantevoli partendo da Introbio e raggiungendo il Rifugio Grassi,  in Valsassina.

Un dislivello di 1400 metri nella natura che a tratti si risveglia timidamente alla primavera e più in alto sembra ancora volersi gustare i ritmi silenziosi dell’inverno. L’accoglienza di Anna e Amos, la stanchezza appagante di ritrovarsi lassù, di respirare a fondo quella pace, cullando lo sguardo tra i cieli blu e le curve dolci della neve, imprimendo il profumo della notte stellata, della luce avvolgente dell’alba… E la bellissima, costante sensazione di condividere passo dopo passo le emozioni della montagna con qualcuno che sa ascoltarla.. “annusarla”..amarla proprio come me.

 

 

La quercia di Renzo

10 ottobre 2012

Renzo è un arzillo signore sulla settantina.
Occhi azzurri e profondi, la fronte segnata dal tempo ma intatto il suo fascino in questo sguardo da attore che resterà impresso nella mia mente.
Sotto il sole cocente di luglio mi offre un bicchiere del suo squisito maraschino e nella sua viva parlata da toscano inizia a snocciolare ricordi.
I fitti boschi, i cinghiali, il mondo contadino..tutto ciò mi circonda già da giorni ..ma si anima di una nuova vita che respira e mi travolge attraverso l’entusiasmo dei suoi dettagli.
Poco distante dal casolare, prendo il sentiero in salita che mi ha indicato.
La terra rossa, il cicaleccio tra gli ulivi..
intravedo la strada aprirsi in uno spiazzo e lì, nel suo splendore imponente, la quercia di cui mi ha parlato.
Levo lo sguardo all’insù tra la frescura del suo fogliame e mi lascio portare dalle note. Le fisarmoniche, il vino, il vociare della festa.. cala il buio e la quercia abbraccia sotto di sé fino all’alba dell’indomani danze e sogni d’amore.
Vibrazioni intrappolate tra i suoi rami e mai svanite.

Ripenso ai suoi occhi che brillano nel raccontarmelo,
ripercorro la magia delle mie notti a passo di mazurka.
E provo una dolcissima sensazione di tempo che si dilata, di cuori che sanno far tesoro di emozioni semplici, di luoghi intrisi di gioie indelebili.

 

Renzo, ritratto da Andrea Rota Nodari

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Di vento e montagna

21 settembre 2012

Un paese di pianura per quanto sia bello, non lo fu mai ai miei occhi. Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne, di cammini dirupati ardui da salire e da discendere, di precipizi d’intorno che mi infondano molta paura – Jean-Jacques Rosseau

Sing for the wind

 

25 aprile 2012, Milano

26 aprile 2012

25 aprile 2012, Milano

Ritratti dalla Festa di Liberazione

Mauro Ermanno Giovanardi, 9.11.11 Milano

10 novembre 2011

Concerto di Joe Giovanardi all’Arci Magnolia di Milano, 9.11.11

Sul palco con lui Syria, Violante Placido e Arisa.

 

E il mio oceano ad attendermi.

28 settembre 2011

A sinistra, poi a destra e poi di nuovo a sinistra.

La ritrovo lì, a gambe larghe, la piazza spenta, afona, con le sue carcasse di drappi sgualciti e di rifiuti dopo il mercato. Fetidi cassonetti blu agli angoli, puzza di pesce , un sole anemico e ubriaco si tuffa nell’asfalto non ancora ripulito. Niente più vociare, niente più frenesia, niente colore. Una madre si allontana, le mani del piccolo nel guscio delle sue.

Le mie dita strimpellano “Bloodflowers” nell’aria pesante, ogni nota un frammento di quel viso, scolpito e levigato nella mente fino alla nausea. Un soffio di vento si ruba le lacrime, le strappa via come spille malpuntate da una mano stanca e distratta.

Sette, otto, nove, i piani di un orribile palazzo che mi pendono sopra la testa. Desideri incagliati a qualche metro da terra, amputazioni dimenticate nel vivere quotidiano.

Incessante la sua voce dentro di me. Irrompe fragorosa come mille vetri in pezzi, si arrampica incurante della freddezza, dell’incedere rapido per scrollarla di dosso. Su, su e ancora su, fino alle palpebre, ermetiche, gonfie, strizzate nell’implosione del buio negli occhi. Buio malato, sudaticcio e pappone.

Squallida pestilenza verbale, carceriera di una fugace comprensione che si adagia come piccola ape moribonda su un invitante e vellutato letto di vino. Tu, lurido, ingordo formichiere della mia anima, nutrito dall’egoismo malcelato tra piume di finzione, violenti i suoi occhi – non occhi qualunque  – e volteggi con aria lasciva nello schianto dei miei sogni: mi risucchi, mi trascini, mi rigurgiti ora qui, lontano da sguardi indiscreti, ora là, in pasto alla curiosità di un passante.

Mi lascio derubare di ciò che amo fin nei minuscoli gesti che sono la mia infinità. E ti osservo, ammutolita, impotente, senza poter dialogare con te che biascichi sordidamente i miei sentimenti. Fantasie mozzate tra le tue labbra e le sue, pennellate sanguinanti di reciproca intesa a paralizzare i muscoli, a ibernare il disagio nel cuore.

Partirò al tramonto. Cinque, quattro, tre care lettere tra le mani e un foglio bianco per sempre.

E l’oceano. Il mio oceano ad attendermi.

 

 

Paola Rizzi

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“Call MI” di Paola Rizzi
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