Archivio per la categoria ‘Poesie Personali’

Piccolo soffione bianco

24 agosto 2009

“Ti incontro,
e una distesa di soffioni bianchi
si staglia contro il cielo blu.

Ondeggiando alla luce,
batuffoli intatti,
vibranti all’unìsono,
io, uno di loro.

Rifugio di tenerezza,
i tuoi grandi occhi chiari
mi distraggono,
soffocando le parole
agitandomi controcorrente,
eppure
ripetutamente li cerco.

Finché il vento,
in agguato sulla preda,
a piccoli bocconi mi addenta,
mi scuote
e dal tuo incanto rapito
vola vìa,sognante,
un piccolo soffione bianco.”

P.Rizzi

L’urlo del mio cuore

21 luglio 2009

“Le vostre parole si perdono
nell’urlo del mio cuore.

Sfoggiare un sorriso controvoglia
Una tranquillità che non mi abita
Ascoltare banalità
soffocando le lacrime.
Queste gambe tremano,
la mia pelle uno scudo troppo sottile
dove trovo la forza di rispondere
a sillabe che non sento?

Mi blocco, mi siedo,
mi congratulo per questa prova.
Mi rialzo a fatica
risucchiate le forze
spento l’entusiasmo
assente il profumo.

Lentamente,
troppo lentamente amerò
per poter estirpare
il male afono che mi consuma.”

P.Rizzi

Ed io respiro ancora

19 settembre 2008

“Nitido il cielo, la terra riarsa,
brinda l’imbarazzo
all’ultima mia goccia
di saliva.
Repentino avvicendarsi
di forme anonime e indiscrete,
paffute e agghindate,
asciutte e impassibili.
Di noia,
di sogni,
di abissi infarcite.
Goffo e spossato
si compiace
di una vena di follia,
lentamente, solo, rialza lo sguardo
un cuore, il mio cuore.
Incredula,
zittisce la folla
nell’anfiteatro dei sentimenti.
L’incontro è rimandato,
ed io respiro ancora”.

P.Rizzi

Le tue mani.

14 giugno 2008

“Insipido, addormentato,
sprofondato nei suoi pensieri
un accecante grigiore pomeridiano
così esteso, così vuoto,
colmo solo di dialoghi spenti,
di occhi affaticati
da una luce insopportabile.

Curva dopo curva,
alle acque immobili del lago
si sovrapponeva il nitido ricordo
di quelle mani
fredde, magre,
solcate da vene blu prorompenti
e tendini irrigiditi
in minuscole, frenetiche mosse
sulle impunture di un lenzuolo
ben rincalzato.

Le tue mani,
così incredibilmente forti,
come rocce aride e scoscese
protese a cogliere
la più piccola pulsazione
dal cuore intimo della terra
mentre il mondo, là fuori,
fingeva di non conoscere
un respiro affannato
aggrappato
ai suoni della vita.

Sulla via del ritorno,
sguardi incessanti verso l’alto
in cerca di uno ‘scampolo’ d’azzurro
da cucire ancora alla mia fantasia
spezzando, di tanto in tanto,
con sorrisi un pò commossi
l’uniformità
di quelle ore acerbe.”

P.Rizzi

Anche la luna

31 gennaio 2008

“Anche la luna piange stanotte,
piange piccole lacrime d’argento
gocce preziose di infinito
ricadono dal cielo
nel palmo delle tue mani
e diventano specchi lucenti
in cui vedi il tuo dolore
trasformato in sorriso.
Non è frutto di magia
questa gioia
che accarezza le tue labbra,
è il tuo cuore che si risveglia,
percepisce la bellezza della vita
ed è di nuovo pronto
a farsi cullare dall’amore.”

P.Rizzi

Per noi due, noi due soli.

16 gennaio 2008

“La notte vieni a sederti al mio fianco,
mi sussurri di farti spazio, dolcemente,
come a un bambino moccioso e imbronciato
che non sa ancora pronunciare sentitamente ‘scusa’
ma si scioglie in pianto
non appena lo cingi tra le tue braccia.

Oh si…Mi riesce bene la parte dell’offeso, del dimenticato..
testardamente irrigidito nelle sue convinzioni,
con i denti serrati, al punto da sentirne male
mentre le paure cercano di sfuggire.

Io scuoto la testa, a braccia conserte,
Tu mi sbirci un pò divertito con la coda dell’occhio.
Allora accendi un falò, per noi due, noi due soli
assaporo i tuoi gesti calmi nei preparativi
fino a perdermi nel gioco di ombre e luci che
presto avvolgono il mio cuore e ricamano il buio.

Sei un padre premuroso, con l’amore e la saggezza
scolpiti tra le rughe del viso,
apprendo la bellezza del commuoversi
incrociando i tuoi occhi umidi e stanchi
che non conoscono il rifiuto
e sono fonte inesauribile
di fiducia e perdono.

Tienimi infinite ore con te,
non importa se dovrò attendere la notte per ritrovarti,
mi sforzo di non urlare, di non dibattermi
per avere abbracci altrettanto forti e sinceri
nell’aria ferma e pesante del giorno.”

P.Rizzi

Lord Inchiquin

13 gennaio 2008

“Oggi impazzirò sulle note di Lord Inchiquin
che mi portano il tuo sorriso
ancora abbronzato e colmo di timido affetto.
Si, impazzirò.
Respirandoti tra le foglie profumate d’agrodolce,
ricostruendo minuziosamente
i tuoi gesti
più limpidi, più vicini
sotto questo cielo terso.
La tua amicizia
ha la delicatezza di questa danza
l’infinita bontà delle cose semplici.
Mi ubriaca di minute
pestifere parole
inespresse,
di corse sfrenate
a cercare il tuo abbraccio.
Impazzirò
perchè la tua mancanza
ha tutta la dolcezza
di questa melodia.”

P.Rizzi

Incomprensione

13 gennaio 2008

“Questo giorno ha labbra stanche e asciutte
assetate di brivido.
Frutto acerbo
senza armonia di profumi.
Fastidiosa febbre
di parole
inesplose.
Mi avveleno del tuo sguardo
lo dipingo
senza comprenderlo.
Appiattisci i colori
del mio vorticoso risveglio.
Sei troppo distratto
o forse presuntuoso
per plasmare la speranza
di un’ emozione.”

P.Rizzi

A mio padre

13 gennaio 2008

“Il silenzio sfiora il mio cuore
come un caldo soffio di vento
ne ruba i petali
per costruirne un nido di tenerezza
e accogliere l’anima smarrita.

In piccole note
il suono di una vita,
una carezza che tocca il cielo,
una dolce solitudine
che le parole non sanno esprimere.

Per te ogni melodia sensibile,
Per te la frescura e i sorridenti monti,
per te l’aria tagliente
e i colori del temporale..
per te più di tutto il mio cuore
ora e per sempre.”

P.Rizzi

E’ così dolce..

13 gennaio 2008

“E’ cosi dolce quel tuo modo di arrossire
che i miei occhi non smetterebbero mai di guardarti.
Fingerò che sia lo splendore del tramonto
a illuminarti il viso
ma so bene che è Amore
a tingere cosi teneramente le tue guance
mentre stringi forte le mie mani.
Il cielo anche oggi si è ispirato ai tuoi occhi
per essere cosi limpido,fresco, amabile.
La natura è pervasa di te, della tua bellezza
e non so come poter gioire
di questa tua essenza
che profuma tutto ciò che mi circonda.
Perchè un soffio malinconico
è rimasto a intenerire queste giornate
cupe senza più te
e respiro solo
il dolore delle stagioni”

P.Rizzi

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