“La notte vieni a sederti al mio fianco,
mi sussurri di farti spazio, dolcemente,
come a un bambino moccioso e imbronciato
che non sa ancora pronunciare sentitamente ‘scusa’
ma si scioglie in pianto
non appena lo cingi tra le tue braccia.
Oh si…Mi riesce bene la parte dell’offeso, del dimenticato..
testardamente irrigidito nelle sue convinzioni,
con i denti serrati, al punto da sentirne male
mentre le paure cercano di sfuggire.
Io scuoto la testa, a braccia conserte,
Tu mi sbirci un pò divertito con la coda dell’occhio.
Allora accendi un falò, per noi due, noi due soli
assaporo i tuoi gesti calmi nei preparativi
fino a perdermi nel gioco di ombre e luci che
presto avvolgono il mio cuore e ricamano il buio.
Sei un padre premuroso, con l’amore e la saggezza
scolpiti tra le rughe del viso,
apprendo la bellezza del commuoversi
incrociando i tuoi occhi umidi e stanchi
che non conoscono il rifiuto
e sono fonte inesauribile
di fiducia e perdono.
Tienimi infinite ore con te,
non importa se dovrò attendere la notte per ritrovarti,
mi sforzo di non urlare, di non dibattermi
per avere abbracci altrettanto forti e sinceri
nell’aria ferma e pesante del giorno.”
P.Rizzi